Angelus: Il pensiero del Papa a vittime di aereo e alla Gmg

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All’Angelus, il pensiero del Papa alle vittime della sciagura aerea di martedì scorso, tra le quali vi era anche un gruppo di studenti tedeschi. E proprio ai giovani Francesco ha rivolto il saluto particolare alla preghiera mariana ricordando la Giornata diocesana della gioventù.
Dando appuntamento per la prossima GMG, nel 2016 a Cracovia, Papa Francesco ha ricordato che la città polacca è la patria di san Giovanni Paolo II, iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù. Del tema, «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”, il Papa ha detto:
“Si intona bene con l’Anno Santo della Misericordia. Lasciatevi riempire dalla tenerezza del Padre, per diffonderla intorno a voi!”
Nella preghiera a Maria, l’invocazione “a vivere con fede la Settimana Santa”, ricordando che “anche Lei era presente quando Gesù entrò in Gerusalemme acclamato dalla folla; ma il suo cuore, come quello del Figlio, era pronto al sacrificio”. Migliaia le persone in Piazza per questa Domenica delle Palme. Tra loro, pensieri e emozioni:
R. – Penso che la Passione ci faccia ricordare la vita normale dell’uomo, che vive la Croce ogni giorno, alla quale Cristo ha dato un senso di salvezza. Per questo si comincia con la Passione di Cristo ma si finisce con la Risurrezione: questo vuol dire che la Croce rappresenta il cammino per arrivare alla salvezza.
R. – La giornata di oggi è il preludio a quello che sarà la Pasqua di Risurrezione di domenica prossima. Ogni giorno si cerca di costruire una piccola Pasqua quotidiana.
D. – Il Papa ci ha invitato a seguire la via dell’umiltà: l’unica via che arriva a Dio. In che modo seguire questa sua esortazione?
R. – Cercando di guardare alle cose poco materiali: tante sono le cose che ci circondano e che non vediamo, perché siamo troppo presi a vedere cose che fanno più effetto in questo momento.
D. – Oggi si celebra la Giornata diocesana della gioventù: il tema è “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”. Cosa vuol dire per te?
R. – Vuol dire viverla nella quotidianità, penso. Nella quotidianità delle cose: lavorando, studiando… E’ facendo queste cose che alla fine si trova la misericordia di Dio.

Fonte: Radio Vaticana

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