Amazzonia, sempre più a rischio il futuro dei popoli indigeni

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È sempre più allarmante la situazione degli indigeni dell’area amazzonica a causa dello sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. A denunciarlo è la Commissione inter-americana per i diritti umani che esprime particolare preoccupazione per la sorte di quelle comunità che, non avendo contatti con le società contemporanee, sono ancora più in pericolo di fronte alla minaccia di violenza e malattie. Sentiamo Francesca Casella, direttrice dell’organizzazione non governativa “Survival International Italia”, intervistata da Caterina Gaeta:

R. – La situazione è molto grave, perché la loro scelta di rimanere isolati è molto spesso il frutto di una scelta forzata, fatta nelle epoche passate per sopravvivere – appunto – alle invasioni che hanno portato poi allo sterminio o alla decimazione violenta della maggior parte delle loro comunità. Oggi, purtroppo, sono circondati su tutti i fronti: sono invasi da compagnie petrolifere e di disboscamento; le loro terre vengono usurpate dai coloni, che le convertono poi in allevamenti di bestiame o aziende agricole; i loro territori vengono attraversati da strade, che aprono – a loro volta – le porte a bracconieri, che rischiano anche di portare violenza e malattie.

D. – Quindi si può quasi dire che siano rifugiati nella loro stessa terra…

R. – Purtroppo sono costretti a mantenere l’isolamento proprio per sfuggire alle violenze di cui vengono resi vittima.

D. – Perché i governi non tutelano queste popolazioni?

R. – Il motivo per cui questi territori non vengono protetti è lo stesso ricorrente nella storia e in ogni parte del mondo, quindi non solo in Sud America: l’avidità e il razzismo. La brame di risorse cui governi e società non riescono a rinunciare, anche a costo di sacrificare la vita di questi popoli; il razzismo porta poi a pensare che si tratti di popoli, in qualche modo, primitivi e fermi nel tempo – cosa che assolutamente non è vera – che hanno bisogno di essere accompagnati e guidati nella società dominante e quindi “civilizzati”.

D. – A differenza dei governi, invece come agiscono le organizzazioni internazionali e soprattutto quali sono i progetti per il futuro?

R. – Proteggere il futuro di questi popoli è relativamente facile: basta riuscire ad imporre il rispetto delle leggi! Quindi costringere i governi che hanno il dovere di farlo, anche perché lo impone la loro stessa Costituzione, a rispettare la legge e a proteggere i loro territori. Quindi l’azione di pressione e di mobilitazione dell’opinione pubblica è davvero un’arma molto efficace di cui noi possiamo dotarci e che dobbiamo usare per garantire il futuro ai popoli indigeni di tutto il mondo e non solo ovviamente in Sud America.

Fonte: Radio Vaticana

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