AFRICA (KENYA) – I Vescovi chiedono chiarezza sull’uso dei fondi per far fronte al Covid-19

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Nairobi – “Siamo preoccupati per le notizie secondo cui alcuni fondi destinati al contenimento della pandemia sembrano essere stati utilizzati in modo improprio”, ha il Vicepresidente della Conferenza dei Vescovi cattolici del Kenya (KCCB), Sua Ecc. Mons. John Oballa Owaa, al termine della Messa trasmessa per televisione dalla Basilica della Sacra Famiglia a Nairobi. “Facciamo appello al governo affinché assicuri che i fondi disponibili siano utilizzati esclusivamente allo scopo di combattere la pandemia e riportare il Paese alla normalità” ha aggiunto Mons. Oballa, leggendo la dichiarazione dei Vescovi.
Il 30 aprile il quotidiano “The Standard” ha citato un documento del governo nel quale si afferma che il Ministero della Salute (MOH) aveva speso 1,3 miliardi di KES (13 milioni di dollari USA) dallo scoppio della pandemia intorno a metà marzo, una parte dei quali sono andati a finanziare l’acquisto di sneak e patatine. Le rivelazioni hanno suscitato reazioni rabbiose da parte di diversi cittadini che, attraverso forum online, hanno espresso le loro critiche nei confronti dei funzionari governativi.
Durante il suo discorso sulla festa del lavoro, il Presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha respinto le accuse, assicurando i keniani che i soldi saranno controllati “fino all’ultimo centesimo”. Ad aprile il Fondo Monetario Internazionale ha donato al Kenya 50 milioni di dollari per far fronte alle spese sanitarie relative al Covid-19. Ieri, 6 maggio, l’FMI ha stanziato a favore del Paese africano altri 739 milioni.
Nella loro dichiarazione i Vescovi esprimono preoccupazione per le condizioni delle persone più vulnerabili come bambini, donne e persone che vivono con disabilità, ed esortano i genitori a “prendersi più cura dei propri figli, inclusa la protezione contro i contenuti dannosi di Internet”. I Vescovi si dicono inoltre preoccupati “per l’aumento della violenza di genere nella nostra società”, e rivolgono un appello agli “sposi per acquisire un cuore di amore, comprensione, rispetto e pazienza reciproci, specialmente durante questo periodo di pandemia”.
Si chiede inoltre al governo di aiutare le strutture sanitarie promosse dalla Chiesa cattolica e da altre confessioni religiose, “la maggior parte delle quali servono popolazioni difficili da raggiungere in terre aride e semi-aride e insediamenti informali”, in modo che “siano incluse nella distribuzione di materiali di protezione”. Oltre all’emergenza economica derivante dalle misure di protezioni per prevenire la diffusione del Coronavirus, il Kenya deve far fronte ai danni causati dalle inondazioni che hanno colpito alcune zone del Paese (vedi Fides 6/5/2020)
Il messaggio conclude invitando tutti alla “preghiera per il nostro amato Paese e in particolare per coloro che sono in prima linea per salvare vite umane”.
Fonte: Agenzia Fides

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