Aereo precipitato in Sud Sudan. Un medico del CUAMM, medici con L’Africa, salvato dagli “ultimi”

0

Di seguito pubblichiamo le due lettere  di Don Dante Carraro direttore di Medici con l’Africa Cuamm, a seguito della tragedia nei cieli del Sud Sudan. Un piccolo aereo commerciale è caduto, poco prima dell’atterraggio, causando la morte di gran parte dei suoi passeggeri. Dei 23 a bordo solo 4 si sono salvati. E tra loro un medico italiano, impegnato come volontario in Africa che, ‘per miracolo, è riuscito a sopravvivere all’incidente.

Carissimi tutti,
come forse saprete, domenica 9 settembre, in Sud Sudan, l’aereo proveniente da Juba e diretto a Yirol è precipitato nel lago adiacente alla pista di atterraggio durante la fase di discesa. A bordo, c’erano 21 passeggeri tra cui anche un nostro giovane medico di Catania, il dr. Damiano Cantone.
Siamo sempre stati in collegamento con il nostro staff dell’ospedale di Yirol, che ha prestato a Damiano i primi soccorsi, e da subito abbiamo avuto conferma che era vivo e in buone condizioni generali. Ha subito dei traumi, inevitabili vista la violenza dell’impatto, ma non è mai stato in pericolo di vita. Insieme al sollievo per Damiano, per la sua famiglia e per la famiglia del Cuamm di cui fa parte, grande è stato il dolore per le 18 vittime, di cui quattro bambini. Sono nomi che nei nostri giornali non fanno notizia: sono persone, famiglie, vite spezzate di fronte alle quali restiamo in silenzio con una preghiera e un pensiero.
Già nel pomeriggio dello stesso giorno Damiano è stato trasferito in capitale a Juba, con un elicottero della missione Unmiss, in collegamento con l’Unità di Crisi della Farnesina e l’ambasciata italiana ad Addis Abeba.
Sempre accompagnato dalla nostra coordinatrice a Juba, ha poi raggiunto Nairobi, dove è stato sottoposto a ulteriori approfondimenti diagnostici. Damiano continua a essere lucido, le sue condizioni generali si mantengono buone e stabili, pian piano sta assorbendo e rielaborando quanto successo.
Damiano era diretto a Yirol, appassionato e motivato avrebbe di lì a poco raggiunto il nostro team per far quello per cui si era preparato e che aveva lungamente atteso e desiderato: dedicare energia e professionalità a chi è vulnerabile, in difficoltà, ultimo. Quegli stessi “ultimi” che lo hanno aiutato a uscire dall’aereo prestandogli i primi soccorsi.
Accompagniamo Damiano e la sua famiglia con la preghiera e i nostri auguri, grati per il dono della vita che continuiamo a voler spendere ogni giorno in Africa e con l’Africa.
————————————————————————————————————————
Carissimi,

sto tornando in Italia da Nairobi dove il nostro medico Damiano Cantone è ricoverato, dopo essere stato soccorso in prima battuta all’ospedale di Yirol, vicino al luogo dell’incidente aereo, e successivamente in quello di Juba, la capitale del Sud Sudan.
Al Aga Khan University Hospital, nell’unità di cure semi-intensiva dove è stato trasferito, ha approfondito gli accertamenti diagnostici ed è stato stabilizzato. La situazione generale si mantiene buona non presentando complicazioni particolari. Damiano continua ad essere sereno, lucido e interagisce bene con le persone. Sta rielaborando e assorbendo lo shock subito con emozioni e paure ancora molto vive. Verrà trasferito oggi in Italia per proseguire gli accertamenti sanitari e gli interventi che saranno più opportuni.

La presenza di mamma Antonella, che ho accompagnato a Nairobi, ha rappresentato un tocco di dolcezza e leggerezza di cui tutti abbiamo goduto, Damiano per primo. Giorgia, la nostra Country Manager in Sud Sudan, che ha coordinato tutte le azioni dal momento dell’incidente fino ad oggi e che ha accompagnato Damiano fino in Kenya, è stata un punto di riferimento essenziale ed efficacissimo. Sempre pronta, precisa, infaticabile. Una sorella cara per Damiano che non si è mai sentito solo o abbandonato. Le prime parole che mi ha detto Damiano quando l’ho accarezzato steso nel suo letto di Ospedale, sono state: “don Dante, dì un grande grazie a Giorgia e a tutti i colleghi di Yirol: sono stati eccezionali. Mi hanno rassicurato, accudito, curato in una maniera unica! Sarò loro riconoscente per sempre!! E non posso dimenticare quei giovani che per primi mi hanno soccorso trascinandomi fuori dall’aereo ormai distrutto e caricandomi sulla canoa, fino a riva”.

Dolore, silenzio e preghiera per i 18 amici che hanno perso la vita. Gioia, lacrime e riconoscenza per il “miracolo” ricevuto. “Grazie” è la parola che ha dominato gli animi in questi giorni e, insieme, il dovere di trasformare quanto successo in “restituzione”, impegno generoso e ostinato per gli ultimi e i più fragili, in Africa.

Grazie infine, anche da parte di Damiano e della sua famiglia, a tutti voi che ci avete accompagnato in questi giorni con vicinanza discreta e sincero affetto.

Un abbraccio
D.Dante

No comments