ARGENTINA – Allarme dei Vescovi: L’espandersi della violenza a tutti i livelli mette in pericolo la pace sociale

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Lomas de Zamora – Di fronte ai recenti gravi episodi di violenza, avvenuti in circostanze diverse, i Vescovi argentini mettono in guardia dai pericoli che corre la pace sociale in questo clima. Se l’attenzione internazionale è stata attirata dal rinvio della finale della “Copa Libertadores” tra Boca Juniors e River Plate, per gravi episodi di violenza commessi dai tifosi delle due squadre, altri eventi hanno rivelato un paese che soffre e genera violenza a diversi livelli e per diversi motivi.

Il 15 novembre quattro detenuti sono morti nella terza stazione di polizia della località Transradio, Buenos Aires, in seguito ad un incendio delle celle. Dopo pochi giorni, anche altri quattro detenuti che erano stati ricoverati all’ospedale per lo stesso incendio, sono morti. Episodi di violenza e di insicurezza si sono poi verificati nel quartiere di La Matanza, dove sono stati uccisi un attivista sociale e un abitante di un quartiere popolare.

I Vescovi di Lomas de Zamora e San Justo hanno quindi avvertito che questi eventi minano la “ricerca legittima e necessaria” della pace sociale. In una dichiarazione pervenuta a Fides, dal titolo “Non ci devono togliere la pace sociale”, denunciano il sovraffollamento delle carceri e sollecitano le autorità della provincia di Buenos Aires, a “prendere le misure necessarie nell’ambito dei loro poteri costituzionali, per garantire che le persone arrestate e condannate presso stabilimenti penali della loro giurisdizione, non corrano il rischio di subire lesioni dei loro diritti umani”.

Secondo il documento, “c’erano 27 detenuti in un posto dove al massimo dovevano essercene 10. Luogo che era già stato denunciato dalle autorità per l’inadeguatezza logistica, sia per quanto riguarda la sicurezza che l’abitabilità. Nelle prigioni della provincia ci sono circa 42.000 detenuti, ma i posti sono solo 28.000, il che significa che il sovraffollamento è anche brutale nei centri penitenziari. Questo dato, aggiunto al numero di detenzioni preventive, rende la situazione insostenibile e qualsiasi difficoltà di convivenza, lotta, discussione, ecc. diventa motivo per innescare la violenza, in un contesto di reclusione che di per sé è violento e disumano”.

Per gli eventi del quartiere La Matanza, dove le persone sono rimaste uccise dalla violenza della criminalità della grande città, i Vescovi auspicano “la presenza efficace dello Stato, per non far diventare questi luoghi ‘terra di nessuno’, dove adesso è padrona la marginalità e la droga, addirittura con la complicità di alcuni settori della sicurezza”.

Hanno firmato la dichiarazione Mons. Eduardo Garcia, Vescovo di San Justo, e Mons. Jorge Lugones SJ, Vescovo di Lomas de Zamora, oltre ai Vescovi Ausiliari di quest’ultimo. Il documento però è stato diffuso dalla Conferenza Episcopale Argentina per l’importanza e la gravità della violenza che si sta diffondendo in tutta Buenos Aires.

Agenzia Fides

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